«Un primo passo nella giusta direzione»

Venerdì 20 marzo 2026, si è tenuta a Friburgo l’assemblea dei delegati di impressum, e a questa hanno partecipato 34 giornalisti provenienti dalle 14 sezioni regionali e da 2 comunità di lavoro. Al centro del dibattito c'era un accordo di categoria volto a garantire salari minimi alla professione nella Svizzera tedesca e in Ticino.

Crédits Photos: Chloé Lambert

Accordo di categoria. Dopo oltre 30 sedute di negoziazione, i giornalisti svizzeri, rappresentati da impressum e syndicom, sono riusciti a redigere, in collaborazione con le associazioni degli editori VSM e Media Svizzeri, una bozza per un accordo di categoria. impressum si rammarica tuttavia del fatto che, anche dopo l’ultimo ciclo di trattative, le parti siano rimaste in disaccordo su due punti. Si tratta della retribuzione dei giornalisti freelance e delle condizioni di entrata in vigore dell’accordo di categoria stesso. L’assemblea dei delegati conferma la posizione della commissione negoziale di impressum. «Tenuto conto di questi due punti, questo accordo di categoria rappresenta a nostro avviso un buon compromesso e un primo passo importante verso un partenariato sociale», spiega Fabienne Sennhauser, copresidente di impressum. «Speriamo ora che anche i membri delle associazioni degli editori sostengano questo segnale positivo per il giornalismo in Svizzera. » L’obiettivo rimane tuttavia quello di giungere a un vero e proprio contratto collettivo di lavoro (CCL), che manca nella Svizzera tedesca e in Ticino da oltre 20 anni.

Amici del giornalismo. « Il sostegno dei cittadini al servizio pubblico e al giornalismo, confermato dal rifiuto dell’iniziativa per il dimezzamento dei fondi, dimostra che la popolazione attribuisce grande importanza all’accesso a informazioni giornalistiche di alta qualità ed è disposta a mobilitarsi per difenderle. impressum desidera oggi fare leva su questo chiaro segnale per ampliare la propria rete di sostenitori lanciando Gli amici del giornalismo, ovvero un circolo di cittadini destinato a sostenere impressum e i professionisti dei media», spiega Caroline Gebhard, copresidente di impressum, in occasione dell'approvazione di questo nuovo progetto da parte dell'Assemblea.

Quote associative. L’assemblea ha discusso anche la possibilità di proporre una “iscrizione differenziata”, meno costosa e che garantisca l’accesso a un numero ridotto di prestazioni, ma tale proposta è stata nettamente respinta dai delegati. «impressum deve continuare a garantire a tutti, in modo solidale, una tutela legale, e difendere la categoria nel suo complesso. Una riduzione della quota comporterebbe un calo delle entrate e implicherebbe, per la nostra organizzazione, il ritiro da alcuni tematiche », sostiene Caroline Gebhard. «Oggi bisogna investire nel giornalismo, e non il contrario!»

Comitato. Athénäis Python e Gilles Labarthe lasciano la loro carica dopo rispettivamente 3 e 7 anni nel Comitato centrale, tra gli applausi dell’assemblea e i ringraziamenti dei colleghi per il loro prezioso impegno a favore della professione. Il Comitato centrale di impressum accoglie due nuovi membri, Marie Vuilleumier (membro del comitato di Neuchâtel) ed Etonam Ahianyo (membro del comitato del Vallese). Edgar Bloch e Leo Coray sono nominati membri onorari per il loro impegno all’interno dell’Associazione professionale.

Dibattiti e progetti. Bernard Maissen, direttore uscente dell’Ufficio federale delle comunicazioni, invitato come ospite, è intervenuto per discutere con i delegati delle sfide future del settore, soffermandosi sul futuro del servizio pubblico, sulle relative concessioni, e sulla collaborazione con Albert Rösti negli ultimi anni. «L'UFCOM si interessa anche all'intelligenza artificiale», spiega Maissen. In particolare, si occupa anche della questione di chi abbia la responsabilità di regolamentare l’uso dell’IA. Infine, impressum rinnova la propria partecipazione al Presstival il 23 e 24 maggio prossimi a Bienne. «Per impressum, il Presstival rappresenta un nuovo luogo in cui può esprimersi la solidarietà tra i professionisti dei media», sottolinea Fabienne Sennhauser. Per Caroline Gebhard, il futuro della professione «si gioca tanto nelle trattative con le parti sociali e politiche quanto in occasione di eventi festivi che consentono il contatto con i colleghi e con il grande pubblico».

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